venerdì 20 luglio 2007

"Una pinta di... acqua!"

Cammina per le strade buie di Dublino illuminate solo dai lamponi e dalla pallida luce della luna. Si inoltra per vicoli stretti ed oscuri per sbucare in una stradina di luci: Temple Bar. Ormai è un percorso che lui, Paddy, conosce bene. Stretto nel suo giaccone nero si ripara dal freddo autunnale diretto ad un luogo di confortevole calore. Il pub è un po' più in giù lungo la stradina. L'esterno è semplice ed un po' squallido ma lui sa che dentro c'è tutto quel che desidera, tutto quel che cerca.

Entra. Qualche volto rugoso si volta verso di lui alzando lo sguardo da una pinta di birra scura quasi finita o appena iniziata. Paddy si inoltra nel locale e subito si sente riscaldare dentro alla vista del bancone in legno scuro ed al sentire il vociare di sottofondo che riempie l'aria. Si avvicina al suo solito posto, il prediletto: uno sgabello in fondo al bancone. Si toglie la sciarpa e la poggia sulle ginocchia mentre sbottona il giaccone in attesa del barista. Un uomo grande, grosso e rosso.. inequivolcabilmente irlandese, si ferma davanti a Paddy osservendolo in attesa. Conosce già l'ordinazione del nostro eroe ma rimane comunque in attesa di sentirglielo ripetere.. nella speranza che questa volta non sia il "solito" o forse perché ancora non riesce a convincersi di cosa sia esattamente il "solito" che Paddy ordina sera dopo sera da oramai due anni.

Il giovane osserva il barista ed annuisce - Il solito. Acqua frizzante gallese. -

Un'espressione sbalordita ed angosciata si dipinge sul volto del barista che comunque prepara l'ordinazione e poi la porge davanti a Paddy. Un bicchiere di acqua frizzante gallese.

Questo delirio è invece dedicato all'irlando-veneto astemio, Paddy ed alla guinness che non ha bevuto, che non beve e che berrà un giorno... almeno si spera.

venerdì 13 luglio 2007

"Ho smesso di fumare"

Il sole rischiarava il cielo e sotto questa calda luce Erica, la nostra eroina, era pronta a recarsi nella capitale zaino in spalla. A raggiungerla c'è Emi, questa vostra umile cronista, ed oltre alla nostra eroina trova ad attenderla una grande notizia: Da circa due settimane Erica ha smesso di fumare. Ebbene sì, la nostra eroina ce l'ha fatta! Mostra in trionfo un pacco di sigarette che non tocca per tutta l'attesa ed il viaggio in treno.

Arrivano a Roma. Salutano il grande Ras e l'emaciato Ulrich (due visti vicini sono i perfetti opposti). Ed i quattro partono in auto alla volta di un buon ristorantino dove rifocillarsi. Ma cosa avviene durante il tragitto? Quale grande tragedia ha dunque luogo? Ras! Lui! Il romulano assicuratore, fumatore fiero. Erica gli racconta della sua grande impresa, della sua resistenza al tabacco avvolto nella carta con all'estremità un filtro giallo oro e lui cosa fa? Ne prende una! La prende, la passa sotto il naso e gli occhi(!!!) della nostra eroina e poi l'accende facendo in modo che lei possa aspirare il nauseabondo profumo che però tanto la stuzzica da...(ebbene sì) farla cadere in tentazione!! Inizia con il fare solo un tiro, poi, "Perché no?" si dice e segue il secondo tiro. Non ce la fa più e cede: "Solo una sigaretta, perché ho smesso di fumare".

A quell'ultima sigaretta.. ne seguirono tante altre.. e ancora, oggi, ce ne sono.

Che un giorno arrivi l'ultima, la vera, ultima sigaretta?

Lo saprete nella prossima puntata.

Questo delirio è ancora una volta dedicato ad Erica ed alle sigarette che ha fumato, fuma e non fumerà più.. almeno si spera.

venerdì 6 luglio 2007

"Vado a lavare i piatti"

Domenica, anche se qualche ora prima non ne era certa. Ora di pranzo, più o meno. Pasta fatta in casa dalla mamma, pesto fatto in casa dalla nonna, babbà fatto in pasticceria dal pasticcere. Si mangia, si parla, si ride, si scherza. Piatti sporchi, da lavare.

A chi tocca se non a lei? La mamma ha fatto la pasta, la nonna il pesto, i fratelli si sono impegnati a mangiare. Lei, logicamente, lava i piatti. Mi sembra giusto.

Lei, Erica, si arma di buona volontà ma decisamente non li si può lavare immediatamente subito dopo. Eh, no! E rovinare così la sensazione di un ottimo pranzo? No, di certo. Prima ci vuole il caffè, accompagnato dalla fedele sigaretta. Ma nel mentre.. che ne dici di dare un'occhiata al portatile? E' proprio lì, posato sulla poltrona a due passi. Accende, attende che il sistema operativo si avvii, poi attraverso il touchpadd dirige la freccettina sull'icona così carina di una volpe, una volpe accocolata intorno al mondo. La schermata di firefox si apre e non deve scrivere il link nella barra degli indirizzi, no, basta che clicchi sulla barra dei segnalibri la scritta "Genesis". Un nome molto suggestivo in fin dei conti, che ha la capacità di proiettarti un universo a parte. Un universo dove il presente è storia e non ci sono piatti da lavare.

Piatti da lavare che continuano a rimanere lì, nel lavandino. Attendono invano e dovranno aspettare a lungo. Mentre gli amici con cui lei parla attraverso il sottile schermo del computer non devono attendere molto. Saluta, manda emoticon che danno baci, riempie la multichat di contatti finché l'amica Maeve non crolla dalla stessa (in qualche modo msn si oppone ad una simile calca, conoscerà forse personalmente tali soggetti o semplicemente è una "chiavica"(Colombo TM) come al solito?). Lo scambio di battute segue con gli amici che si vedono ogni tanto comparire in chat avvisi da parte di lei:

Erica scrive:
Vado a lavare i piatti, ragazzi... a dopo kiss (emoticon che manda baci)

Erica scrive:
Ora vado davvero

Erica scrive:
Devo proprio andare... (emoticon che saluta con una manona)


E ci sono sigarette che vengono accese, fumate e spente. E ci sono caffè che vengono preparati, zuccherati e bevuti. E ci sono piatti che aspettano, aspettano ed aspettano.

Riuscirà la nostra eroina a lavare i piatti? Lo saprete alla prossima puntata.


Dedico questa scemenza ad Erica ed hai piatti che ha lavato, lava e laverà.